Arturo Benedetti Michelangeli

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Arturo Benedetti Michelangeli

Arturo Benedetti Michelangeli è stato uno dei più grandi interpreti della storia del pianoforte. Per via dell’unicità del suo tocco e della sua raffinatezza interpretativa, è considerato dalla critica fra i più celebri ed ammirati pianisti del Novecento.

Nasce il 5 gennaio 1920 a Brescia, dove all’età di quattro anni inizia a studiare musica presso l’Istituto Musicale “A. Venturi”, sotto la guida del compositore Paolo Chimeri. A quattordici anni conclude i propri studi diplomandosi al Conservatorio “G. Verdi” di Milano.

L’esordio

Il suo talento prende il volo grazie al Concorso Internazionale di Ginevra, in cui si aggiudica il primo posto, meritando l’esclamazione dello sbalordito Alfred Cortot: «È nato un nuovo Liszt». Dopo il successo di Ginevra gli viene offerta, per chiara fama, la cattedra di pianoforte al Conservatorio di Bologna, dove tra i suoi migliori allievi spiccano Martha Argerich, Maurizio Pollini e Ludovico Lessona.
Con lo scoppio della Guerra arrivano tempi difficili per il musicista bresciano: tutti i Conservatori chiudono e con questi anche la possibilità di un esordio all’estero.

La maturità artistica

La sua carriera internazionale inizia a partire dal 1946, dove debutta nella città di Londra, per poi raggiungere i più grandi palcoscenici internazionali, negli Stati Uniti, in Canada e in America Latina. Dà inoltre vita ai corsi di perfezionamento di Arezzo e Bolzano, dove giungeranno giovani concertisti da tutto il mondo, e nel 1955 viene invitato a far parte della giuria del prestigioso Concorso Pianistico “F. Chopin” di Varsavia.
Sul finire degli anni ’60, per motivi di origine finanziaria, il Maestro abbandona l’Italia e si ritira a vivere in Svizzera, dove prosegue a praticare la sua arte e inizia la lunga collaborazione con la casa discografica Deutsche Grammophon, che darà vita a splendide incisioni. Nel giugno del 1980 ritorna in Italia dopo l’esilio, in occasione del concerto tenuto al Teatro Grande di Brescia in omaggio alla memoria di Papa Paolo VI; sarà questo il suo ultimo concerto in Italia.

Gli ultimi anni

Otto anni dopo, durante un concerto a Bordeaux, viene colpito da un attacco cardiaco, dal quale si riprende dopo un anno. Durante i suoi ultimi anni di vita spiccano gli straordinari concerti di Brema del 1989 e 1990, quelli di Monaco dove ha collaborato con Sergiu Celibidache, seguiti dalla intensa tournée giapponese del 1992 e dal recital di Amburgo del 7 maggio 1993, che ha rappresentato l’ultima apparizione in pubblico dell’artista.
Il Maestro si spegne il 12 giugno del 1995 a Lugano.